/* FDGD — home
   Impianto ricavato dagli screen: pagina 1920x1024, divisione a metà esatta
   (misurata a x=961), fondo #222. */

:root {
	--fondo: #222222;
	/* Gli stessi valori del fondo, sciolti: i veli sono il fondo steso sulla
	   foto a una certa forza, e scritti a mano sarebbero due copie del colore
	   da ricordarsi di cambiare insieme. */
	--fondo-crudo: 34, 34, 34;
	--chiaro: #f2f2f2;
	--tenue: #8f9095;

	/* toni del wireframe, campionati dallo screen 2 */
	--vuoto: #222222;
	--wire-fondo: #333333;
	--wire-pannello: #444444;
	--wire-blocco: #555555;
	--wire-logo: #777777;

	--margine: 24px;
	--ritmo: cubic-bezier(.76, 0, .24, 1);

	/* La larghezza sotto la quale il sito si impila. Sta qui perche' non la
	   decide solo il foglio di stile: sotto questa soglia la home torna a
	   scorrere e lo scroll smette di cambiare progetto, e quel controllo lo fa
	   il codice. Scritta in due posti sarebbero due numeri da tenere
	   d'accordo a mano — home.js la legge da qui. */
	--soglia-stretta: 1200px;
	/* Sotto questa, la home torna a stare in uno schermo e il progetto si
	   cambia col dito invece che scorrendo la pagina. La legge anche home.js,
	   per non avere due numeri da tenere d'accordo a mano.

	   Era 620: sotto, il telefono; in mezzo, una terra di nessuno impilata e
	   scorrevole che era quella che toccava ai tablet. Ma un iPad non e' un
	   desktop stretto — si tiene in mano e si tocca — e quella via di mezzo
	   non era di nessuno dei due: menu a tre parole da centrare col pollice,
	   home da scorrere invece che da sfogliare. Adesso coincide con la soglia
	   stretta: o il disegno a mezzo schermo regge, o si passa al telefono.
	   Restano due nomi perche' restano due cose diverse, e il giorno che si
	   vuole una terza strada per i tablet basta riabbassare questa. */
	--soglia-telefono: 1200px;
}

*, *::before, *::after { box-sizing: border-box; }

html, body { height: 100%; }

body {
	margin: 0;
	background: var(--fondo);
	color: var(--chiaro);
	/* Syne parte da 400: il 300 di prima non esiste in questa famiglia, e
	   lasciandolo scritto il browser lo arrotonderebbe comunque a 400 —
	   meglio che il foglio dica quello che succede davvero. */
	font: 400 15px/1.4 "Syne", -apple-system, BlinkMacSystemFont, Arial, sans-serif;
	-webkit-font-smoothing: antialiased;
}

/* Solo la home sta ferma: li' lo scroll cambia progetto e non deve muovere la
   pagina. Le pagine di testo scorrono normalmente. */
.fissa { overflow: hidden; }

a { color: inherit; text-decoration: none; }

/* Quello che serve dirlo ma non mostrarlo: resta nel documento, per i lettori
   di schermo e per i motori di ricerca, e non occupa un pixel. */
.solo-lettori {
	position: absolute;
	width: 1px;
	height: 1px;
	margin: -1px;
	padding: 0;
	border: 0;
	overflow: hidden;
	clip-path: inset(50%);
	white-space: nowrap;
}

/* ---------------------------------------------------------------- scena */

.scena {
	position: relative;
	z-index: 6;
	min-height: 100vh;
}

.testata {
	position: absolute;
	top: 0;
	left: 0;
	right: 0;
	z-index: 3;
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(12, 1fr);
	align-items: start;
	padding: 22px 0 0;
}

.logo {
	grid-column: 1 / 5;
	padding-left: var(--margine);
	font-size: clamp(38px, 3.6vw, 68px);
	font-weight: 400;
	line-height: .72;
	letter-spacing: -.01em;
}

/* Il menu sta nella meta' destra dello schermo, la stessa in cui vivono i
   dati del progetto in home e che i due veli disegnano da sempre: la settima
   colonna su dodici comincia esatta al 50%. Prima il menu non era una scatola
   — display: contents — e le voci si appoggiavano una per una alle colonne
   della testata; ma dentro mezza pagina quattro voci non cadono su colonne
   intere, e sparpagliarle a mano avrebbe voluto dire inseguire la frazione.
   Cosi' invece il menu e' una scatola sola, larga quella meta', e le quattro
   voci se la dividono: la prima attaccata al 50%, l'ultima al margine. */
.menu {
	grid-column: 7 / 13;
	/* Quattro colonne uguali e non lo spazio distribuito fra le voci: cosi'
	   dove comincia una voce e' una misura della pagina e non della parola, e
	   i dati del progetto possono incolonnarcisi sotto. L'ultima voce resta
	   appesa a destra, dove finisce il margine. */
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(4, 1fr);
	align-items: start;
	/* Otto pixel di stacco dalla meta': attaccata al 50% la prima voce
	   sembrava appoggiata alla linea invece che dentro alla sua meta'. A
	   destra invece il margine resta quello di tutto il sito. */
	padding-left: 8px;
	padding-right: var(--margine);
}

.menu a:last-child { justify-self: end; }

.menu a {
	/* Le voci del menu sono celle di griglia: senza questo si allargherebbero
	   a tutta la colonna, e la riga sotto — che va da un bordo all'altro della
	   scatola — sarebbe lunga il triplo della parola. */
	justify-self: start;
	position: relative;
	text-transform: uppercase;
	letter-spacing: .04em;
	font-size: 13px;
	/* La sottolineatura non e' piu' text-decoration ma un elemento a parte,
	   piu' in basso nel foglio: quella vera non si puo' animare. */
	text-decoration: none;
}

/* Il conto dei progetti: "3 / 12". Si vede solo sul telefono, dove l'indice
   non c'e' — altrove le voci sono li' e dicono gia' tutto. */
.conta { display: none; margin: 0; font-size: 12px; color: var(--tenue);
	font-variant-numeric: tabular-nums; letter-spacing: .06em; }

/* ---- il bottone del menu

   Esiste solo sotto la soglia stretta: sopra, le tre voci stanno in alto a
   destra e un bottone sarebbe un clic in piu' per arrivare dove si era gia'. */
.apri-menu {
	display: none;
	grid-column: 12 / 13;
	justify-self: end;
	align-self: start;
	/* Un bersaglio da 44 pixel per lato: e' la misura sotto la quale un
	   pollice comincia a sbagliare. Le due righe restano corte — quello che
	   cresce e' lo spazio attorno, che si tocca ma non si vede. */
	width: 44px;
	height: 44px;
	margin: -10px -8px 0 0;
	padding: 0;
	/* Niente "display" qui: lo decide il blocco telefono/tablet, che lo
	   accende. Scritto anche qui — c'era un display:flex rimasto da quando il
	   bersaglio e' cresciuto a 44 pixel — vinceva sul display:none di sopra e
	   il bottone compariva pure sul desktop, a cavallo del bordo destro,
	   sopra al menu a tre voci. */
	flex-direction: column;
	justify-content: center;
	align-items: flex-end;
	border: 0;
	background: none;
	cursor: pointer;
	z-index: 32;
	/* Niente attesa per il doppio tocco: il tocco e' subito un clic. */
	touch-action: manipulation;
	-webkit-tap-highlight-color: transparent;
}

.apri-menu__riga { width: 26px; }

.apri-menu__riga {
	display: block;
	height: 1px;
	background: var(--chiaro);
	transition: transform .35s ease, opacity .25s ease;
}

.apri-menu__riga + .apri-menu__riga { margin-top: 7px; }

/* Aperto, le due righe diventano una croce: non serve una terza riga ne' un
   disegno diverso, bastano quelle che ci sono gia' a ruotare. */
.menu-aperto .apri-menu__riga:nth-child(1) { transform: translateY(4px) rotate(45deg); }
.menu-aperto .apri-menu__riga:nth-child(2) { transform: translateY(-4px) rotate(-45deg); }

/* Con il pannello aperto la pagina sotto sta ferma. */
.bloccata, .bloccata body { overflow: hidden; }

/* ---------------------------------------------------------------- pagina */

.pagina {
	position: relative;
	height: 100vh;
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(12, 1fr);
	align-items: center;
}

/* La foto copre tutta la pagina e resta sotto a ogni cosa. */
.sfondo {
	position: fixed;
	inset: 0;
	z-index: 0;
	background: var(--foto, linear-gradient(160deg, #4a4f52, #2f3234 60%, #3c3a35));
	background-size: cover;
	background-position: center;
}

/* I due veli coprono l'intero schermo, intestazione compresa: dentro la
   sola area centrale lascerebbero scoperta la fascia del menu.
   Il colore è in rgba e non in opacity: con opacity sbiadirebbero anche i
   contenuti, non solo il velo. */
.velo {
	position: fixed;
	top: 0;
	bottom: 0;
	z-index: 0;
}

.velo--sinistra {
	left: 0;
	right: 50%;
	background: rgba(var(--fondo-crudo), .75);
}

.velo--destra {
	left: 50%;
	right: 0;
	background: rgba(var(--fondo-crudo), .98);
}

/* Meta' esatta: il pannello occupa le prime sei colonne e parte dal bordo.

   Dentro, tre cose in fila: l'indice, la finestra, il bottone. Erano
   posizionate in assoluto — l'indice a sinistra, la finestra al centro, il
   bottone a destra — e a 1920, la larghezza su cui e' nato il disegno, non si
   toccavano. Sotto, la finestra si sposta verso sinistra mentre l'indice resta
   dov'e': a 1440 il nome piu' lungo entrava di 26px sotto la finestra, a 900
   di 84. In fila non possono sovrapporsi per costruzione, e la finestra si
   prende lo spazio che avanza. */
.pannello {
	position: absolute;
	inset: 0 50% 0 0;
	overflow: hidden;
	display: grid;
	/* Due colonne: l'indice e la finestra. La terza era del bottone, che ora
	   sta in fondo a destra e non qui — lo spazio che lasciava se lo prende
	   il video, che e' il motivo per cui si e' li'. */
	grid-template-columns: auto minmax(0, 1fr);
	align-items: center;
	gap: 24px;
	padding: 0 12px 0 var(--margine);
}

/* --------------------------------------------------------------- indice */

.indice {
	position: relative;
	z-index: 2;
	margin: 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

/* L'aria fra una voce e l'altra sta sulla riga, non sul link.

   Con il padding sul link la sua scatola scendeva 6px sotto al testo, e la
   sottolineatura — che si appoggia al fondo della scatola — finiva fuori dal
   box del wireframe, che invece misura il testo: restava visibile mentre il
   box scopriva la voce, e compariva prima di quello che sottolinea.
   Sulla riga, il link torna alto quanto il suo testo, come "Scopri il
   progetto", e la riga cade dove cade la sua. */
.indice li { padding: 6px 0; }

.indice a {
	display: inline-block;
	position: relative;
	color: rgba(242, 242, 242, .45);
	transition: color .3s ease;
}

.indice a:hover,
.indice a[aria-current="true"] { color: var(--chiaro); }

/* ---- l'indice si legge un nome per volta

   A schermo c'e' un progetto solo, ed e' l'unico nome che serva leggere. Gli
   altri undici restano come segni — una lineetta per uno — che dicono quanti
   sono e a che punto si e'. Passando il mouse sulla colonna tornano nomi.

   Il nome non viene tolto, viene reso trasparente. Toglierlo davvero vorrebbe
   dire una colonna larga quanto una lineetta, e il video — che e' la colonna
   accanto — si allargherebbe di scatto a ogni passaggio del mouse. Cosi'
   invece la colonna tiene sempre la misura del nome piu' lungo e non si muove
   mai: cambia solo cosa ci si legge dentro.

   La sottolineatura dell'hover e' disegnata con currentColor, quindi sparisce
   da sola insieme al nome: su una lineetta non avrebbe senso. */
.indice a { color: transparent; }

.indice a::before {
	content: "";
	position: absolute;
	left: 0;
	top: calc(50% - .5px);
	width: 16px;
	height: 1px;
	background: rgba(242, 242, 242, .45);
}

/* Il progetto a schermo si legge sempre; gli altri quando il mouse e' sulla
   colonna, o quando ci si arriva col tasto di tabulazione. */
.indice.aperto a { color: rgba(242, 242, 242, .45); }
.indice a[aria-current="true"] { color: var(--chiaro); }

.indice.aperto a::before,
.indice a[aria-current="true"]::before { opacity: 0; }

/* Il passaggio fra nome e lineetta lo fa il wireframe, non una dissolvenza:
   il colore cambia sotto al box, mentre e' coperto. Lasciargli anche una
   transizione vorrebbe dire due movimenti diversi sullo stesso cambio. */
.indice a { transition: none; }

/* Il telo del solo indice. Sta sopra alla scena come quello della pagina, ma
   e' un elemento a parte: vedi il perche' in home.js. */
.sipario--indice { z-index: 7; }

/* ------------------------------------------------------------- finestra

   Era la finestra di un browser — barra chiara, tre pallini, l'indirizzo —
   ed e' rimasto il solo schermo: bordi vivi, nessun angolo tondo. Il nome
   resta perche' resta il posto dove si vede il progetto. */

.finestra {
	position: relative;
	z-index: 2;
	/* Si prende la colonna di mezzo, cioe' quello che avanza fra l'indice e il
	   bottone, fino alla misura del disegno originale. */
	width: 100%;
	max-width: 690px;
	margin: 0;
	overflow: hidden;
	background: #1c1c1c;
}

.finestra__schermo video {
	width: 100%;
	height: 100%;
	object-fit: cover;
	display: block;
}

.finestra__schermo {
	aspect-ratio: 16 / 10;
	background: var(--schermo, linear-gradient(150deg, #6f7468, #2b2f2c));
	background-size: cover;
	background-position: center;
}

.azione {
	position: relative;
	z-index: 2;
	white-space: nowrap;
}

/* In fondo alla riga dei dati, non in fondo alla pagina: stessa altezza di
   servizio, cliente e anno, e il bordo destro sotto a quello di "Contatti".
   E' la quarta casella di quella riga — la scheda ne disegna quattro e lascia
   vuota l'ultima — ma il bottone non puo' starci dentro davvero: la scheda si
   riscrive tutta a ogni cambio progetto, e un elemento fisso li' dentro
   verrebbe buttato via col resto. Quindi ci si appoggia sopra, con lo stesso
   mezzo rigo di scarto che porta la prima riga sul 50% esatto. */
.fissa .azione {
	position: absolute;
	top: 50%;
	right: var(--margine);
	transform: translateY(-0.7em);
}

/* I bottoni prendono il carattere del testo — stesso corpo, stesso peso,
   niente maiuscoletto — e tengono solo la sottolineatura.

   La riga non è text-decoration ma un elemento a parte: una sottolineatura
   vera non si può animare, e serve poterla muovere all'hover. */
.azione,
.indice a {
	font-size: 15px;
	font-weight: 400;
	letter-spacing: 0;
	text-transform: none;
	text-decoration: none;
}

.azione::after,
.indice a::after,
.menu a::after {
	content: "";
	position: absolute;
	left: 0;
	right: 0;
	bottom: .12em;
	height: 1px;
	background: currentColor;
	transform: scaleX(1);
	transform-origin: left center;
	transition: transform .4s cubic-bezier(.65, .05, .36, 1);
}

/* All'hover la riga si ritira verso destra; togliendo il mouse rientra da
   sinistra. Il verso lo decide lo scambio di transform-origin. */
.azione:hover::after,
.azione:focus-visible::after,
.indice a:hover::after,
.indice a:focus-visible::after,
.menu a:hover::after,
.menu a:focus-visible::after {
	transform: scaleX(0);
	transform-origin: right center;
}

@media (prefers-reduced-motion: reduce) {
	.azione::after,
	.indice a::after,
	.menu a::after { transition: none; }
}

/* --------------------------------------------------------------- scheda */

/* La scheda non è centrata come blocco: è centrata la sua PRIMA RIGA.
   Le righe in più crescono verso il basso senza spostare nulla, così un
   progetto con tre servizi e uno con dieci hanno la prima riga esattamente
   sulla stessa linea. Centrando il blocco, invece, ogni riga aggiunta
   spingerebbe la prima verso l'alto. */
.scheda {
	position: absolute;
	z-index: 1;
	top: 50%;
	/* La meta' destra, che e' la sua: a tutta pagina il gruppo si centrerebbe
	   sullo schermo e finirebbe addosso al bottone del progetto. */
	left: 50%;
	width: 50%;
	/* mezza riga: porta il centro della prima riga sul 50% esatto */
	transform: translateY(-0.7em);
	/* La stessa scatola del menu — da meta' schermo al margine destro, otto
	   pixel di stacco a sinistra — e le stesse quattro colonne. Cosi' il
	   servizio cade sotto a "Home", il cliente sotto a "Chi sono", l'anno
	   sotto a "Feed"; la quarta colonna resta vuota perche' sotto a
	   "Contatti" ci va il bottone, ma in fondo alla pagina.

	   Prima erano un gruppo centrato nella meta': si leggeva come una cosa
	   sola, ma non aveva niente a che vedere con quello che stava sopra. */
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(4, 1fr);
	align-items: start;
	padding-left: 8px;
	padding-right: var(--margine);
}

.voce { display: flex; gap: 10px; margin: 0; }

.voce dt { color: var(--tenue); margin: 0; font-weight: 400; }
.voce dd { margin: 0; }
.voce ul { margin: 0; padding: 0; list-style: none; }

/* --------------------------------------------------------------- sipario

   Non esiste una maschera generale: ogni box è la maschera del proprio
   contenuto. Quando il box scorre via, da dietro esce l'elemento vero, che
   compare con la stessa maschera e alla stessa velocità — è il box a
   trasformarsi in contenuto, non un sipario che scopre tutto insieme.

   Anche il fondo è fatto di box: due, uno per metà pagina, che scoprono la
   foto e i rispettivi veli.

     1. vuoto      i due box di fondo coprono tutto, tinta unita
     2. wireframe  compaiono i box degli elementi, tutti insieme
     3. reale      ogni box se ne va e scopre il suo contenuto */

.sipario {
	position: fixed;
	inset: 0;
	pointer-events: none;
}

/* L'ordine dei piani è tutto: fondo (5) sotto al contenuto (6), box (7)
   sopra. Così l'unica cosa che nasconde un elemento è il suo box, e quando
   quello se ne va l'elemento compare — indipendentemente da dove sia
   arrivata la maschera dello sfondo. */
.sipario--fondo {
	z-index: 5;
	/* Copre già al primo fotogramma, prima che i box vengano costruiti. */
	background: var(--vuoto);
}

.sipario--fondo.esce {
	background: transparent;
}

.sipario--box { z-index: 7; }

/* Durante il vuoto e il wireframe il contenuto non si vede: sta sopra al
   fondo, quindi senza questo comparirebbe fin dal primo istante. */
.scena.intro { visibility: hidden; }

/* La copertura del primo fotogramma, messa dalla testa della pagina e tolta
   dall'ingresso appena la scena e' nascosta per conto suo. Serve perche' fra
   il primo disegno del browser e lo script in fondo alla pagina c'e' un
   fotogramma, e in quel fotogramma si vedeva il contenuto. */
.coperta .scena { visibility: hidden; }

/* Nel cambio di progetto non si nasconde la scena ma il singolo dato, mentre
   viene sostituito sotto al suo box: il resto della pagina non ha niente
   sopra, e nasconderlo lo farebbe sparire in faccia. */
.coperto { visibility: hidden; }

.sipario__blocchi {
	position: absolute;
	inset: 0;
}

/* Le due metà del fondo. Al primo fotogramma sono il vuoto: tinta unita
   scura, nessun wireframe ancora. */
.sipario__fondo {
	position: absolute;
	top: 0;
	bottom: 0;
	background: var(--vuoto);
}

.sipario__fondo--sx { left: 0; right: 50%; }
.sipario__fondo--dx { left: 50%; right: 0; }

/* Il tono del wireframe arriva sopra al vuoto, con la sua maschera: anche le
   due metà si disegnano da sinistra a destra come ogni altro box, invece di
   cambiare colore sul posto. */
.sipario__fondo::after {
	content: "";
	position: absolute;
	inset: 0;
	clip-path: inset(0 100% 0 0);
}

.sipario__fondo--sx::after { background: var(--wire-pannello); }
.sipario__fondo--dx::after { background: var(--wire-fondo); }

.sipario.entra .sipario__fondo::after {
	animation: box-entra var(--durata-box, .9s) var(--ritmo) forwards;
}

.sipario.disegnato .sipario__fondo::after {
	clip-path: inset(0 0 0 0);
}

.sipario__blocco {
	position: absolute;
	background: var(--wire-blocco);
	clip-path: inset(0 100% 0 0);
}

.sipario__blocco--logo { background: var(--wire-logo); }

.sipario__blocco--media {
	background:
		linear-gradient(to top right, transparent calc(50% - .5px), rgba(255,255,255,.10) 50%, transparent calc(50% + .5px)),
		linear-gradient(to bottom right, transparent calc(50% - .5px), rgba(255,255,255,.10) 50%, transparent calc(50% + .5px)),
		var(--wire-blocco);
}

/* 1 → 2: i box degli elementi si disegnano, ognuno sulla propria larghezza */
.sipario.entra .sipario__blocco {
	animation: box-entra var(--durata-box, .9s) var(--ritmo) forwards;
}

/* stato stabile fra le due fasi */
.sipario.disegnato .sipario__blocco {
	clip-path: inset(0 0 0 0);
}

/* 2 → 3: se ne vanno tutti, box degli elementi e box di fondo */
.sipario.esce .sipario__blocco,
.sipario.esce .sipario__fondo {
	animation: box-esce var(--durata-box, .9s) var(--ritmo) forwards;
}

/* Il rimescolamento fra un progetto e l'altro, sotto la copertura.

   Non compaiono e non svaniscono: fanno la stessa spazzata da sinistra a
   destra dell'entrata e dell'uscita. Una dissolvenza sarebbe un movimento
   estraneo — tutto il resto della pagina si scopre con un bordo che passa, e
   un box che sfuma parlerebbe un'altra lingua.

   Prima escono quelli di cio' che e' cambiato, poi entrano i nuovi: sono due
   tempi separati, non una sostituzione sul posto. */
.sipario__blocco--via {
	animation: box-esce var(--durata-riassetto, .22s) var(--ritmo) forwards;
}

.sipario__blocco--nuovo {
	animation: box-entra var(--durata-riassetto, .22s) var(--ritmo) forwards;
}

/* Nel cambio di progetto il fondo non parte dal pieno scuro dell'ingresso:
   quello serve solo al primo fotogramma della pagina, quando non c'e' ancora
   niente. Qui sotto c'e' gia' la foto, e le due meta' passano a coprirla con
   il solo tono del wireframe.

   E' anche lo stato di riposo del livello: senza, tornerebbe a essere un
   pieno scuro steso sopra la foto per sempre. */
.sipario--fondo.cambio,
.sipario--fondo.cambio .sipario__fondo {
	background: transparent;
}

/* Il fondo che si svuota, in uscita da una pagina.

   Diverso da .esce: li' il fondo se ne va tutto e sotto ricompare la foto,
   qui scorre via solo la tinta del wireframe e resta il pieno scuro — il
   vuoto da cui la pagina era partita, e in cui deve tornare prima che ne
   arrivi un'altra. */
.sipario--fondo.svuota .sipario__fondo::after {
	animation: box-esce var(--durata-box, .9s) var(--ritmo) forwards;
}

@keyframes box-entra {
	from { clip-path: inset(0 100% 0 0); }
	to   { clip-path: inset(0 0 0 0); }
}

@keyframes box-esce {
	from { clip-path: inset(0 0 0 0); }
	to   { clip-path: inset(0 0 0 100%); }
}

/* Il contenuto non ha una maschera propria: resta lì, coperto dal suo box.
   È il bordo del box che se ne va a scoprirlo, quindi i due sono sincroni
   per costruzione. Dare al contenuto una seconda maschera lo faceva restare
   indietro, perché la sua scatola ha misure diverse da quelle del box. */

/* Chi arriva con le animazioni ridotte vede subito la pagina finita. */
@media (prefers-reduced-motion: reduce) {
	.sipario { display: none; }
}

/* ------------------------------------------------------------- chi sono

   Ricalco della pagina fatta su WordPress, con i colori di questo sito.

   Impianto suo: colonna del ritratto a un terzo, e a fianco una colonna di
   righe etichetta/contenuto — l'etichetta grigia larga 114px, il contenuto a
   24px di distanza, 80px fra una riga e l'altra. E' lo stesso schema della
   scheda progetto in home, dove "Cliente" sta in grigio accanto al suo dato.

   Cambia il fondo, e cambia perche' i due siti sono diversi: la pagina
   WordPress e' bianca con testo #333, qui il rapporto e' rovesciato — fondo
   scuro e testo chiaro, come tutto il resto di questo sito. Il grigio delle
   etichette (#999 la') diventa il --tenue di casa. */

.foglio {
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(12, 1fr);
	gap: 0 24px;
	padding: 120px var(--margine) 80px;
}

/* Le celle di una griglia non si stringono sotto al proprio contenuto se non
   glielo si dice: senza questo, una tessera larga fa sfondare la colonna. */
.foglio > * { min-width: 0; }

/* ---- ritratto */

.ritratto {
	grid-column: 1 / 5;
	/* Senza questo la figura si allunga per tutta l'altezza della colonna e la
	   foto le resta in cima: nell'ingresso il suo box del wireframe sarebbe
	   alto 1400px per coprire una foto di 670. */
	align-self: start;
	margin: 0;
}

.ritratto img {
	display: block;
	width: 100%;
	height: auto;
	/* Quasi senza colore: il sito non ne ha da nessuna parte tranne i video dei
	   progetti, e il ritratto a pieni colori era l'unica macchia nella pagina.
	   Lo 0,8 lascia l'ultimo quinto — abbastanza perche' la pelle non diventi
	   grigia, troppo poco perche' la camicia e i pantaloni facciano colore.

	   E la foto e' su fondo chiaro: a piena forza sarebbe un lampione in mezzo
	   a una pagina scura. Smorzata resta un blocco luminoso voluto, come la
	   finestra del progetto in home. */
	filter: grayscale(.8) brightness(.88) contrast(1.04);
}

/* ---- colonna dei dati */

.colonna {
	grid-column: 5 / 13;
	display: flex;
	flex-direction: column;
	gap: 80px;
}

.dichiarazione {
	margin: 0;
	/* Il peso va scritto perche' questo stile sta su un paragrafo nel Chi sono
	   e su un h1 nei Contatti, e un titolo nasce in grassetto. Di Syne pero'
	   e' caricato solo il 400: il grassetto il browser se lo inventava
	   ingrossando i contorni, e si vedeva che non era lo stesso carattere. */
	font-weight: 400;
	font-size: clamp(24px, 2.8vw, 40px);
	line-height: 1.1;
	letter-spacing: -.02em;
}

.riga {
	display: grid;
	grid-template-columns: 114px minmax(0, 1fr);
	gap: 0 24px;
	align-items: start;
}

/* Colonne elastiche e non fisse: 114+228+114+228 piu' i distacchi fanno 756px
   incomprimibili, e sotto i 1180 di finestra la colonna dei dati e' piu'
   stretta di cosi' — la pagina si metteva a scorrere di lato. */
.riga--doppia { grid-template-columns: 114px minmax(0, 1fr) 114px minmax(0, 1fr); }

.riga__voce {
	margin: 0;
	font-size: 15px;
	font-weight: 400;
	color: var(--tenue);
}

.riga__corpo { min-width: 0; }

/* ---- giostra

   La pista scorre davvero: l'aggancio e' del browser, le frecce chiedono solo
   di scorrere di una tessera. Senza JavaScript resta una lista che si trascina
   con il dito. */

.giostra { position: relative; }

/* La fila di tessere. Da sola sta ferma — due titoli di studio non hanno
   bisogno di scorrere — e dentro una giostra scorre. */
.tessere {
	display: flex;
	gap: 24px;
	margin: 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

/* La fila ferma non ha lo scorrimento a proteggerla: due tessere da 289 fanno
   602px, e sotto i 1100 di finestra la colonna dei dati e' piu' stretta — la
   pagina si metteva a scorrere di lato. Cosi' invece le tessere si stringono
   fino a 240 e poi vanno a capo. */
.tessere:not(.tessere--pista) { flex-wrap: wrap; }

.tessere:not(.tessere--pista) .tessera {
	flex: 1 1 240px;
	max-width: 289px;
}

.tessere--pista {
	overflow-x: auto;
	scroll-snap-type: x mandatory;
	scrollbar-width: none;
	overscroll-behavior-x: contain;
}

.tessere--pista::-webkit-scrollbar { display: none; }

.tessera {
	flex: 0 0 289px;
	scroll-snap-align: start;
	display: grid;
	grid-template-columns: 1fr 1fr;
	/* Le tessere sono alte quanto la piu' alta, e senza questo le righe si
	   allargano per riempire l'avanzo: la nota lunga tiene il suo ente in
	   basso, quella corta lo alza, e gli enti finiscono su quattro altezze
	   diverse. Impacchettate in alto, tutte le tessere si leggono sulla stessa
	   linea e l'avanzo resta in fondo, dove non si vede. */
	align-content: start;
	gap: 0 24px;
}

.tessera__data:nth-of-type(1) { grid-column: 1; }
.tessera__data:nth-of-type(2) { grid-column: 2; }
.tessera__ente { grid-column: 1 / 3; margin-top: 16px; }
.tessera__luogo { grid-column: 1 / 3; color: var(--tenue); }

.tessera__nota {
	grid-column: 1 / 3;
	margin: 8px 0 0;
	color: var(--tenue);
	line-height: 1.45;
}

.giostra__comandi {
	display: flex;
	gap: 8px;
	margin-top: 20px;
}

.giostra__freccia {
	width: 30px;
	height: 30px;
	padding: 0;
	border: 1px solid rgba(242, 242, 242, .25);
	border-radius: 50%;
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
	line-height: 1;
	cursor: pointer;
	transition: border-color .3s ease, color .3s ease, opacity .3s ease;
}

.giostra__freccia:hover { border-color: var(--chiaro); }

/* Agli estremi la freccia non sparisce ma si spegne: sparendo sposterebbe
   l'altra, e un comando che si muove sotto al dito e' un comando sbagliato. */
.giostra--inizio [data-verso="-1"],
.giostra--fine [data-verso="1"] {
	opacity: .25;
	pointer-events: none;
}

/* ---- valutazioni */

.valutazioni {
	margin: 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

/* Nome a sinistra, voto a destra. Quando la colonna si stringe il voto va a
   capo invece di sfondare: "Google Search Console 80/100" in 130px non ci sta,
   e un flex che non va a capo esce dal suo contenitore invece di adattarsi. */
.valutazioni li {
	display: flex;
	flex-wrap: wrap;
	justify-content: space-between;
	gap: 0 12px;
	padding-bottom: 4px;
}

.valutazioni li span:first-child { min-width: 0; }

.valutazioni li span:last-child { color: var(--tenue); }

/* ----------------------------------------------------------------- feed

   Ricalco della pagina fatta su WordPress, con i colori di questo sito.
   Impianto suo, misurato: filtri a sinistra larghi 342, griglia a destra su
   quattro colonne da 251, distacco 8 fra le colonne e 24 fra le righe.

   Le foto tengono il loro formato — larghe quanto la colonna, alte quanto
   vengono — e la didascalia sta sotto a ognuna. Le righe si allineano in
   alto, quindi sotto a una foto orizzontale resta aria fino alla riga dopo:
   e' il prezzo di non ritagliare niente, ed e' come l'ha fatta lui. */

.foglio--feed { align-items: start; }

/* ---- contatti

   La pagina piu' semplice del sito: un titolo e quattro righe. Non inventa un
   disegno suo — riusa quello del curriculum, etichetta a sinistra e contenuto
   a destra nella stessa colonna, perche' e' la stessa cosa: un dato con il
   suo nome. Il titolo prende il posto che nel Chi sono e' del ritratto. */
.foglio--contatti { align-items: start; }

/* I contatti partono dove parte "Home" nel menu, cioe' otto pixel dopo la
   meta' dello schermo. Non e' una colonna della griglia a dodici: il foglio ha
   i suoi margini laterali, quindi meta' foglio non e' meta' schermo. Qui le
   colonne diventano due, tagliate dove serve — il 50% del foglio piu' gli
   otto del menu, che e' il 50% dello schermo meno il margine — e senza fuga
   in mezzo, che sposterebbe la seconda di altri ventiquattro. */
.foglio--contatti { grid-template-columns: calc(50% + 8px) 1fr; column-gap: 0; }
.foglio--contatti .dichiarazione { grid-column: 1; }
.foglio--contatti .colonna { grid-column: 2; }

/* Quel "1 / 5" vale finche' le colonne sono dodici. Quando il foglio si
   impila ne resta una, e chiedere la quinta vuol dire fargliene inventare
   altre tre: larghe zero, ma rubate alla prima — la colonna dei contatti
   passava da 327 a 255 pixel sul telefono, un quinto in meno per niente. */
/* Impilato non c'e' piu' una meta' a cui allinearsi: le due colonne tornano
   una, e titolo e contatti si incolonnano come nelle altre pagine. */
@media (max-width: 1200px) {
	.foglio--contatti { grid-template-columns: 1fr; }
	.foglio--contatti .colonna { grid-column: 1; }
}

/* Ottanta pixel fra una riga e l'altra sono la misura del Chi sono, dove fra
   un capitolo e il successivo c'e' una giostra di tessere. Qui fra una riga e
   l'altra c'e' una riga, e ottanta diventerebbero quattro dati sparsi su
   mezza pagina. */
.foglio--contatti .colonna { gap: 30px; }

.contatti__dove { margin: 0; }

/* Quattro righe non riempiono uno schermo, e il piede si fermava dove
   finivano: a mezza altezza, con mezza pagina di vuoto sotto. Nelle altre
   pagine di testo non si vede perche' il testo e' lungo e arriva in fondo da
   solo. Qui la scena diventa una colonna alta quanto lo schermo e il corpo si
   prende quello che avanza, cosi' il piede scende dov'e' il suo posto —
   senza inchiodarlo, che su una pagina lunga coprirebbe il testo. */
.contatti .scena { display: flex; flex-direction: column; }

/* Il corpo cresce per spingere giu' il piede — ma l'avanzo deve restare in
   fondo, non finire nelle fughe. Una griglia con le righe automatiche le
   stira per riempire quello che le viene dato: il titolo si ritrovava 128
   pixel sotto invece di 34, e i quattro contatti scendevano con lui. */
.contatti .foglio--contatti { flex: 1 0 auto; align-content: start; }

.fianco {
	grid-column: 1 / 4;
	position: sticky;
	top: 120px;
}

/* Il bottone che apre i filtri: esiste solo sul telefono, dove i filtri
   stanno in un pannello. Dice anche quale filtro e' attivo, altrimenti con il
   pannello chiuso non si saprebbe cosa si sta guardando. */
.apri-filtri { display: none; }

/* Sopra i filtri: un'etichetta, come "Cliente" accanto al suo dato in home.
   Stesso corpo del testo, stesso grigio — dice cos'e' l'elenco sotto senza
   mettersi in mostra. */
.fianco__voce {
	margin: 0;
	font-size: 15px;
	font-weight: 400;
	color: var(--tenue);
}

.filtri {
	display: flex;
	flex-direction: column;
	align-items: flex-start;
	gap: 4px;
	margin: 28px 0 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

.filtri a {
	display: inline-block;
	color: var(--tenue);
	transition: color .3s ease;
}

.filtri a:hover,
.filtri a[aria-current="true"] { color: var(--chiaro); }

/* I mesi stanno sotto al loro anno, rientrati di poco: sono un dettaglio di
   quello, non una voce dello stesso rango. */
.filtro--mese { margin-left: 8px; }

/* Il conteggio non e' un'altra voce: stesso colore, corpo piu' piccolo. */
.filtro__conto {
	margin-left: 2px;
	font-size: .85em;
}

.griglia {
	grid-column: 4 / 13;
	display: grid;
	grid-template-columns: repeat(4, 1fr);
	align-items: start;
	gap: 24px 8px;
	margin: 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

.cella {
	display: block;
	width: 100%;
	padding: 0;
	border: 0;
	background: none;
	color: inherit;
	font: inherit;
	text-align: left;
	cursor: pointer;
}

.cella__telaio {
	display: block;
	position: relative;
	overflow: hidden;
}

.cella img {
	width: 100%;
	height: auto;
	display: block;
	transition: opacity .3s ease;
}

.cella:hover img { opacity: .82; }

/* Il segno del video: solo il triangolo, senza cerchio intorno. */
.cella__video {
	position: absolute;
	left: 50%;
	top: 50%;
	width: 0;
	height: 0;
	margin: -11px 0 0 -7px;
	border-left: 17px solid rgba(255, 255, 255, .92);
	border-top: 11px solid transparent;
	border-bottom: 11px solid transparent;
	pointer-events: none;
}

.cella__data,
.cella__titolo {
	display: block;
	line-height: 20px;
}

.cella__data {
	margin-top: 12px;
	color: var(--tenue);
}

.cella__titolo { margin-top: 4px; }

.vuoto {
	grid-column: 1 / -1;
	color: var(--tenue);
}

/* --------------------------------------------------------------- lampada */

/* Il nascondere del browser — [hidden] { display: none } — e' una regola con
   la precedenza piu' bassa di tutte: qualunque display scritto qui la batte,
   e la lampada resta stesa sulla pagina anche da chiusa. Va detto a mano. */
.lampada[hidden] { display: none; }

.lampada {
	position: fixed;
	inset: 0;
	z-index: 20;
	display: flex;
	flex-direction: column;
	gap: 16px;
	padding: var(--margine);
	background: rgba(var(--fondo-crudo), .97);
}

.lampada__dentro {
	flex: 1;
	display: flex;
	align-items: center;
	justify-content: center;
	min-height: 0;
}

.lampada__dentro img,
.lampada__dentro video {
	max-width: 100%;
	max-height: 100%;
	display: block;
}

.lampada__barra {
	display: flex;
	align-items: center;
	justify-content: space-between;
	gap: 16px;
}

.lampada__data { color: var(--tenue); }

.lampada__comandi {
	display: flex;
	align-items: center;
	gap: 12px;
}

.lampada__conto { color: var(--tenue); }

.lampada__chiudi {
	padding: 0;
	border: 0;
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
	font-size: 18px;
	line-height: 1;
	cursor: pointer;
}

/* Con la lampada aperta la pagina sotto non deve scorrere: il dito che scorre
   il video finirebbe per muovere la griglia dietro. */
.lampada-aperta { overflow: hidden; }

/* --------------------------------------------------------------- carica

   Pagina di servizio, non del sito: si apre dal telefono, si usa in fretta e
   non ha animazioni d'ingresso da guardare. Stessi colori e stesso carattere,
   perche' resta casa. */

.stanza {
	max-width: 560px;
	margin: 0 auto;
	padding: 80px var(--margine) 60px;
}

.modulo {
	display: flex;
	flex-direction: column;
	gap: 26px;
	margin-top: 28px;
}

.campo { display: block; }

.campo__voce {
	display: block;
	margin-bottom: 8px;
	font-size: 13px;
	text-transform: uppercase;
	letter-spacing: .04em;
	color: var(--tenue);
}

.campo input {
	width: 100%;
	padding: 12px 0;
	border: 0;
	border-bottom: 1px solid rgba(242, 242, 242, .25);
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
}

.campo input:focus {
	outline: none;
	border-bottom-color: var(--chiaro);
}

.campo input[type="file"] { padding: 12px 0; }

.campo__nota {
	display: block;
	margin: 8px 0 0;
	color: var(--tenue);
	line-height: 1.5;
}

.coda {
	margin: 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

.coda__voce {
	display: flex;
	flex-direction: column;
	gap: 6px;
	padding: 12px 0;
	border-top: 1px solid rgba(242, 242, 242, .12);
}

.coda__testa {
	display: flex;
	justify-content: space-between;
	gap: 16px;
}

.coda__titolo {
	width: 100%;
	padding: 6px 0;
	border: 0;
	border-bottom: 1px solid rgba(242, 242, 242, .18);
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
}

.coda__titolo:focus { outline: none; border-bottom-color: var(--chiaro); }
.coda__titolo:disabled { color: var(--tenue); border-bottom-color: transparent; }

.coda__nome {
	overflow: hidden;
	text-overflow: ellipsis;
	white-space: nowrap;
}

.coda__stato { color: var(--tenue); white-space: nowrap; }

/* La data, con sopra scritto da dove arriva: dello scatto se la foto lo dice,
   del file se ha dovuto ripiegare — e in quel caso conviene guardarla. */
.coda__quando { display: flex; align-items: baseline; gap: 10px; flex-wrap: wrap; }
.coda__etichetta { font-size: 12px; color: var(--tenue); }

.coda__data {
	padding: 4px 0;
	border: 0;
	border-bottom: 1px solid rgba(242, 242, 242, .18);
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
	font-size: 13px;
	color-scheme: dark;
}

.coda__data:focus { outline: none; border-bottom-color: var(--chiaro); }
.coda__data:disabled { color: var(--tenue); border-bottom-color: transparent; }

.coda__voce--bene .coda__stato { color: var(--chiaro); }
.coda__voce--male .coda__stato { color: #d98b7a; }

/* ---- quello che c'e' gia' nel feed

   Una riga per voce: miniatura a sinistra, titolo e data a destra. Le due
   caselle si scrivono sul posto e si salvano quando le lasci — un bottone
   "salva" per riga sarebbe un clic in piu' per ogni correzione. */
.gia { margin-top: 44px; }
.gia__voce { display: flex; align-items: baseline; gap: 8px; margin-bottom: 4px; }
.gia__conto { color: var(--tenue); }

.elenco { margin: 0; padding: 0; list-style: none; }

.riga-feed {
	display: flex;
	gap: 14px;
	padding: 12px 0;
	border-top: 1px solid rgba(242, 242, 242, .12);
}

.riga-feed__quadro {
	position: relative;
	flex: 0 0 66px;
	width: 66px;
	height: 66px;
	background: rgba(242, 242, 242, .06);
	overflow: hidden;
}

.riga-feed__quadro img { width: 100%; height: 100%; object-fit: cover; display: block; }

.riga-feed__segno {
	position: absolute;
	inset: 0;
	display: flex;
	align-items: center;
	justify-content: center;
	color: #fff;
	font-size: 18px;
	text-shadow: 0 1px 6px rgba(0, 0, 0, .6);
}

.riga-feed__corpo { flex: 1; min-width: 0; display: flex; flex-direction: column; gap: 6px; }
.riga-feed__sotto { display: flex; align-items: baseline; gap: 14px; flex-wrap: wrap; }

.riga-feed__titolo, .riga-feed__data {
	padding: 4px 0;
	border: 0;
	border-bottom: 1px solid rgba(242, 242, 242, .18);
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
	color-scheme: dark;
}

.riga-feed__titolo { width: 100%; }
.riga-feed__data { font-size: 13px; }
.riga-feed__titolo:focus, .riga-feed__data:focus { outline: none; border-bottom-color: var(--chiaro); }

.riga-feed__togli {
	padding: 0;
	border: 0;
	background: none;
	color: var(--tenue);
	font: inherit;
	font-size: 13px;
	text-decoration: underline;
	text-underline-offset: 3px;
	cursor: pointer;
}

.riga-feed__togli:hover { color: #d98b7a; }
.riga-feed__togli:disabled { opacity: .4; cursor: default; }

.riga-feed__stato { font-size: 12px; color: var(--tenue); }
.riga-feed__stato--bene { color: var(--chiaro); }
.riga-feed__stato--male { color: #d98b7a; }

.riga-feed__vuoto { padding: 12px 0; color: var(--tenue); border-top: 1px solid rgba(242, 242, 242, .12); }

.modulo .azione { align-self: flex-start; }
.modulo .azione[disabled] { opacity: .35; cursor: default; }

/* ---- backend dei progetti

   Un modulo per progetto, uno sotto l'altro, nell'ordine in cui compaiono in
   home. */

.stanza--larga { max-width: 760px; }

.stanza__coda {
	display: flex;
	gap: 26px;
	flex-wrap: wrap;
	margin-top: 34px;
}

.elenco-moduli {
	margin: 30px 0 0;
	padding: 0;
	list-style: none;
}

.modulo {
	padding: 22px 0;
	border-top: 1px solid rgba(242, 242, 242, .14);
}

.modulo__testa {
	display: flex;
	align-items: center;
	justify-content: space-between;
	gap: 16px;
}

.modulo__comandi { display: flex; gap: 8px; }

.modulo__campi {
	display: grid;
	grid-template-columns: 1fr 1fr;
	gap: 18px 24px;
	margin: 18px 0 0;
}

.modulo__campi textarea {
	width: 100%;
	padding: 10px 0;
	border: 0;
	border-bottom: 1px solid rgba(242, 242, 242, .25);
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	font: inherit;
	resize: vertical;
}

.modulo__campi textarea:focus { outline: none; border-bottom-color: var(--chiaro); }

/* Il campo con la spunta sta su una riga sola, e la spunta prima del testo. */
.campo--riga {
	display: flex;
	align-items: center;
	gap: 10px;
	color: var(--tenue);
}

.campo--riga input { width: auto; }

.modulo__piede {
	display: flex;
	align-items: center;
	gap: 26px;
	margin-top: 18px;
}

.modulo__elimina { color: var(--tenue); }
.modulo__elimina:hover { color: #d98b7a; }

.modulo__stato { color: var(--tenue); }
.modulo__stato--male { color: #d98b7a; }

/* -------------------------------------------------------------- prologo

   Tre frasi prima del sito, una alla volta, con lo stesso rettangolo grigio
   che scopre e ricopre tutto il resto qui dentro.

   Il vano ha misure sue e non del testo: le tre frasi sono lunghe diverso, e
   un rettangolo che si ridimensiona fra una e l'altra — mentre e' l'unica
   cosa sullo schermo — si vedrebbe cambiare forma. Il vano e' il posto della
   frase, e il rettangolo e' il posto: sempre lo stesso. */

.prologo {
	position: fixed;
	inset: 0;
	z-index: 30;
	display: grid;
	place-items: center;
	padding: var(--margine);
	/* Lo stesso vuoto da cui parte l'animazione della pagina: quando il
	   prologo se ne va, sotto c'e' un fondo identico e il cambio non si vede. */
	background: var(--vuoto);
	cursor: pointer;
}

.prologo__vano {
	position: relative;
	/* Larghezza e altezza le misura il prologo sulle frasi: il rettangolo deve
	   contenerle tutte senza avanzare spazio, e quanto siano lunghe lo sa solo
	   il carattere caricato, a quella larghezza di finestra. Qui restano solo
	   i limiti. */
	/* Lo stesso limite che usa il prologo per misurare: due tetti diversi sono
	   due numeri da tenere d'accordo. */
	max-width: min(720px, calc(100vw - 48px));
	min-height: 1.5em;
	font-size: 15px;
	line-height: 1.5;
	text-align: center;
}

.prologo__frase {
	margin: 0;
	visibility: hidden;
}

.prologo__box {
	position: absolute;
	inset: 0;
	background: var(--wire-blocco);
	clip-path: inset(0 100% 0 0);
}

.prologo__box.entra { animation: box-entra var(--prologo-durata, .28s) var(--ritmo) forwards; }
.prologo__box.esce { animation: box-esce var(--prologo-durata, .28s) var(--ritmo) forwards; }

/* ------------------------------------------------------------- si stringe

   Una soglia sola per tutto il sito, dichiarata in --soglia-stretta e letta
   anche da home.js. Sotto, il disegno a meta' schermo non regge piu': la
   finestra del progetto diventerebbe un francobollo fra l'indice e il bottone,
   e allora si impila.

   1200px e non 860: e' la larghezza sotto la quale la finestra scende sotto i
   260px, misurata, non scelta a occhio. */

/* ----------------------------------------------------------------- piede

   Sta dentro .scena e non fuori: cosi' il sipario dell'ingresso lo copre
   insieme a tutto il resto, senza doverlo nascondere a parte.

   In home la pagina non scorre — il progetto si cambia con lo scroll — quindi
   il piede va fissato in basso: aspettare "il fondo della pagina" vorrebbe
   dire aspettare una fine che non arriva mai. Altrove scorre con il resto. */
.piede {
	display: flex;
	align-items: baseline;
	justify-content: space-between;
	gap: 20px 30px;
	flex-wrap: wrap;
	/* Quando la striscia dei cookie e' in basso, il piede le fa posto invece
	   di finirci sotto: l'altezza la misura lo script, perche' dipende da
	   quanto va a capo il testo. */
	padding: 18px 40px calc(20px + var(--biscotti-alto, 0px));
	font-size: 12px;
	color: var(--tenue);
	transition: padding-bottom .3s ease, bottom .3s ease;
}

.fissa .piede {
	position: fixed;
	left: 0;
	right: 0;
	bottom: var(--biscotti-alto, 0px);
	z-index: 4;
	padding-bottom: 20px;
}

.piede p { margin: 0; }
.piede__voci { display: flex; gap: 22px; }

/* La stessa sottolineatura del menu: compare da sinistra e si ritira a
   destra, e sta dentro al suo spazio invece di uscire dal box. */
.piede__voci a {
	position: relative;
	padding: 2px 0;
	color: var(--tenue);
	transition: color .25s ease;
}

.piede__voci a::after {
	content: "";
	position: absolute;
	left: 0;
	right: 0;
	bottom: 0;
	height: 1px;
	background: currentColor;
	transform: scaleX(0);
	transform-origin: right;
	transition: transform .3s ease;
}

.piede__voci a:hover { color: var(--chiaro); }

.piede__voci a:hover::after {
	transform: scaleX(1);
	transform-origin: left;
}

/* ---------------------------------------------------------- biscotti

   Una striscia, non una finestra: non copre la pagina, non la blocca, e si
   puo' ignorare. Le due risposte pesano uguale — un "rifiuta" nascosto in
   un angolo non e' una scelta, e' un modulo con una risposta sola. */
.biscotti {
	position: fixed;
	left: 0;
	right: 0;
	bottom: 0;
	z-index: 40;
	display: flex;
	align-items: center;
	justify-content: center;
	gap: 14px 24px;
	flex-wrap: wrap;
	padding: 14px 40px;
	background: rgba(var(--fondo-crudo), .96);
	border-top: 1px solid var(--wire-pannello);
	font-size: 13px;
	color: var(--chiaro);
	backdrop-filter: blur(6px);
}

.biscotti[hidden] { display: none; }
.biscotti p { margin: 0; max-width: 62ch; }
.biscotti a { text-decoration: underline; text-underline-offset: 3px; }
.biscotti__scelte { display: flex; gap: 10px; }

.biscotti__scelte button {
	font: inherit;
	padding: 7px 16px;
	border: 1px solid var(--tenue);
	border-radius: 2px;
	background: none;
	color: var(--chiaro);
	cursor: pointer;
	transition: border-color .2s ease, background-color .2s ease;
}

.biscotti__scelte button:hover {
	border-color: var(--chiaro);
	background: rgba(255, 255, 255, .06);
}

/* --------------------------------------------------------------- testo

   Le pagine di sole parole: privacy e cookie. Una colonna sola, larga quanto
   si legge comodamente. */
.testo {
	max-width: 74ch;
	margin: 0 auto;
	padding: 150px 40px 120px;
}

.testo h1 { margin: 0 0 6px; font-size: 26px; font-weight: 400; }
.testo h2 { margin: 42px 0 10px; font-size: 16px; font-weight: 400; }
.testo p, .testo li { margin: 0 0 12px; line-height: 1.65; color: #d6d6d6; }
.testo ul { margin: 0 0 12px; padding-left: 20px; }
.testo a { text-decoration: underline; text-underline-offset: 3px; }
.testo__data { color: var(--tenue); font-size: 12px; margin-bottom: 30px; }
.testo__nota { color: var(--tenue); font-size: 13px; }

.testo table { width: 100%; border-collapse: collapse; margin: 0 0 12px; font-size: 13px; }
.testo th, .testo td { padding: 9px 10px; border-bottom: 1px solid var(--wire-pannello);
	text-align: left; vertical-align: top; color: #d6d6d6; }
.testo th { color: var(--tenue); font-weight: 400; }

@media (max-width: 1200px) {
	.pagina {
		height: auto;
		min-height: 100vh;
		grid-template-columns: 1fr;
		align-content: center;
		row-gap: 30px;
		padding: 120px var(--margine) 50px;
	}

	/* Il pannello smette di essere mezza pagina e diventa una colonna:
	   l'indice sopra, la finestra sotto, il bottone in fondo. */
	.pannello {
		position: relative;
		inset: auto;
		grid-column: 1;
		grid-template-columns: 1fr;
		justify-items: start;
		gap: 24px;
		padding: 0;
	}

	/* Impilata, la scheda torna in fila sotto alla finestra e resta centrata
	   come il resto della colonna. */
	.scheda {
		position: static;
		left: auto;
		width: auto;
		transform: none;
		grid-column: 1;
		flex-wrap: wrap;
		gap: 10px 32px;
		padding: 0;
	}


	/* I due veli dividevano lo schermo a meta' come il pannello: senza il
	   pannello non dividono piu' niente, e restano un gradino verticale in
	   mezzo alla pagina. Uno solo, su tutto. */
	.velo--sinistra { right: 0; }
	.velo--destra { display: none; }

	/* Feed: la griglia si prende tutta la larghezza — quante colonne ci
	   stiano lo decide il blocco qui sotto.

	   "1 / -1" e non "1": il foglio qui ha ancora le sue dodici colonne, e
	   chiedere la prima vuol dire chiedere un dodicesimo di pagina. Restava
	   una striscia di sessanta pixel in mezzo alla pagina. */
	.fianco, .griglia { grid-column: 1 / -1; }
}

/* ------------------------------------------------------- telefono e tablet

   Qui non ci sono piu' colonne affiancate da nessuna parte, e soprattutto si
   smette di immaginare un mouse: il menu diventa un pannello, la home una
   schermata per progetto da sfogliare col dito, il feed due colonne con i
   filtri che entrano da lato.

   Vale per i telefoni e per i tablet in tutte e due le posizioni — un iPad in
   orizzontale e' 1180 o 1194 di larghezza, ed e' sotto questa soglia apposta.
   Prima si fermava a 620 e i tablet restavano nel mezzo: impilati come un
   telefono ma da usare come un desktop. */

@media (max-width: 1200px) {
	.piede { padding: 20px; font-size: 11px; }
	.piede__voci { gap: 18px; }
	.biscotti { padding: 14px 20px; font-size: 12px; justify-content: flex-start; }
	.biscotti__scelte { width: 100%; }
	.biscotti__scelte button { flex: 1; }
	.testo { padding: 110px 20px 90px; }
	.testo h1 { font-size: 22px; }

	.logo { grid-column: 1 / 8; }
	.apri-menu { display: flex; margin-right: calc(var(--margine) - 8px); }

	/* Il menu diventa un pannello che entra da destra. Non a schermo intero:
	   la striscia di pagina che resta a sinistra dice che il sito e' ancora
	   li' sotto, e si chiude toccandola. */
	.menu {
		position: fixed;
		top: 0;
		right: 0;
		bottom: 0;
		z-index: 31;
		display: flex;
		flex-direction: column;
		justify-content: center;
		gap: 26px;
		width: min(78vw, 320px);
		padding: 0 var(--margine);
		background: var(--fondo);
		transform: translateX(100%);
		transition: transform .38s cubic-bezier(.4, 0, .2, 1);
		visibility: hidden;
	}

	.menu-aperto .menu { transform: none; visibility: visible; }

	.menu a { font-size: 19px; letter-spacing: .02em; }

	/* Il velo sopra la pagina: si tocca e il pannello si chiude. */
	.menu-aperto .scena::after {
		content: "";
		position: fixed;
		inset: 0;
		z-index: 30;
		background: rgba(0, 0, 0, .55);
	}

	/* Il velo e' figlio della scena, il pannello e' nipote: sta dentro alla
	   testata, che e' posizionata con il suo z-index e quindi fa contesto per
	   conto suo. Il 31 del pannello vale solo li' dentro — fuori conta il 3
	   della testata, e il velo a 30 finiva sopra al menu intero, bottone di
	   chiusura compreso. Si vedeva il pannello, un po' smorto, e non si poteva
	   toccare niente.

	   Finche' il menu e' aperto la testata sale sopra al velo: dentro di lei
	   l'ordine non cambia — il pannello resta sopra, la X sopra al pannello. */
	.menu-aperto .testata { z-index: 31; }

	/* ---- Home sul telefono: un progetto per schermata

	   Qui la pagina torna a stare ferma e il progetto si cambia con il dito,
	   come sul desktop si cambia con lo scroll. Quello che resta e' quello che
	   conta: il video del lavoro e i suoi dati. L'indice dei dodici progetti
	   sparisce — occuperebbe mezzo schermo prima di arrivare al lavoro — e al
	   suo posto c'e' il conto, che dice dove si e'. */
	.fissa { overflow: hidden; height: 100%; }
	.fissa body { overflow: hidden; }

	.fissa .pagina {
		height: 100dvh;
		min-height: 0;
		display: flex;
		flex-direction: column;
		justify-content: center;
		/* La .pagina normale e' una griglia e ha align-items: center, che qui
		   diventava "ogni figlio largo quanto il suo contenuto". Il pannello
		   si misurava quindi sul video, e la larghezza naturale di un video
		   e' quella del file: finche' ce n'era uno caricato veniva 1024, piu'
		   della pagina, e il pannello si fermava alla pagina — giusto per
		   sbaglio. Nell'istante del cambio pero' il vecchio video e' tolto e
		   il nuovo non ha ancora le sue misure: niente contenuto largo,
		   pannello a 104 pixel, e il riquadro si accartocciava a un terzo per
		   un paio di fotogrammi prima di tornare. Qui i figli si stirano, e
		   la larghezza del pannello non dipende piu' da cosa c'e' dentro. */
		align-items: stretch;
		gap: 18px;
		/* In basso si lascia posto al piede e, finche' c'e', alla striscia dei
		   cookie: il contenuto sta al centro di quello che resta, non al
		   centro dello schermo — altrimenti il piede gli finisce addosso. */
		padding: 92px var(--margine) calc(66px + var(--biscotti-alto, 0px));
	}

	/* Tutto incolonnato e centrato: il conto, il video, i dati, il bottone.
	   Larga la schermata, una colonna allineata a sinistra sotto a un video
	   centrato si leggerebbe come un errore.

	   Il pannello sparisce come scatola e i suoi figli diventano figli della
	   pagina. Serve perche' il bottone va messo sotto ai dati, e il bottone
	   sta nel pannello mentre i dati no: due contenitori diversi non si
	   ordinano fra loro, e l'ordine di uno non puo' infilarsi nell'altro. Coi
	   contenuti al posto della scatola sono tutti in fila nello stesso posto,
	   e l'ordine lo decide una proprieta' sola. */
	.fissa .pannello { display: contents; }
	.fissa .indice { display: none; }

	.fissa .conta { display: block; order: 1; align-self: center; }
	.fissa .finestra { order: 2; }
	.fissa .scheda { order: 3; }

	/* Il video prende quello che resta, e non un pixel di piu'.

	   Il tetto e' in altezza e non in larghezza — poi riportato a larghezza
	   dal 16/10 del riquadro — perche' su un tablet in orizzontale lo spazio
	   che manca e' quello: di larghezza ce n'e' da buttare via. In verticale
	   il calcolo non morde e a decidere torna il 100%, cioe' la colonna.

	   "Arredo" e' tutto il resto della schermata: i 92 di cima e i 66 di
	   fondo, il conto, i tre dati, il bottone e i vuoti fra loro — misurati,
	   316, con dentro un filo di margine — piu' la striscia dei cookie
	   finche' c'e'. Senza sottrarla, al primo arrivo su un iPad messo di
	   traverso il riquadro restava alto 340 invece di 399: la colonna flex lo
	   schiacciava per far stare tutto, il 16/10 saltava e il video si vedeva
	   tagliato. Adesso il tetto tiene conto anche di lei, e il riquadro non
	   si lascia schiacciare. */
	.fissa .pagina { --arredo: calc(368px + var(--biscotti-alto, 0px)); }

	.fissa .finestra {
		flex-shrink: 0;
		max-width: min(100%, calc((100dvh - var(--arredo)) * 1.6));
		/* Centrato con i margini e non con align-self: center, che vorrebbe
		   dire "largo quanto il tuo contenuto" — e il contenuto di un video
		   e' largo quanto il file, o niente mentre si carica. E' il modo in
		   cui il riquadro si accartocciava a ogni cambio progetto. */
		margin-inline: auto;
	}

	/* Le info una sotto l'altra, non in riga: tre colonne dentro 375 pixel
	   spezzano "Resort Collina d'Oro" su tre righe, e la riga dei dati diventa
	   piu' alta di quanto sarebbe incolonnandole.

	   E appese tutte alla stessa linea: le etichette finiscono dove comincia
	   il centro, i dati partono da li'. Due colonne uguali e la fuga in mezzo,
	   cosi' il confine cade a meta' esatta del riquadro — che e' largo quanto
	   la schermata, quindi a meta' della schermata. Prima ogni coppia era una
	   scatola centrata per conto suo: le tre righe erano centrate ma sfalsate,
	   e nessuna delle due colonne stava in riga con le altre.

	   display: contents sulle .voce: la scatola della coppia sparisce e il suo
	   dt e il suo dd entrano nella griglia della scheda. Senza, resterebbero
	   tre scatole e le colonne non esisterebbero. */
	.fissa .scheda {
		display: grid;
		grid-template-columns: 1fr 1fr;
		align-items: baseline;
		gap: 8px 16px;
		width: 100%;
		/* Il margine di pagina ce l'ha gia' la pagina: qui sarebbe il secondo,
		   e su 375 pixel toglieva 48 di colonna a "Resort Collina d'Oro". */
		padding: 0;
	}

	.fissa .voce { display: contents; }

	/* min-width: 0 perche' in una griglia la misura minima di una cella e'
	   il suo contenuto: senza, il nome lungo non andava a capo — si prendeva
	   la larghezza che voleva e usciva dallo schermo tagliato a meta'
	   parola. Con lo zero la cella puo' stringersi e il testo va a capo. */
	.fissa .voce dt { min-width: 0; text-align: right; font-size: 11px; text-transform: uppercase; letter-spacing: .06em; }
	.fissa .voce dd { min-width: 0; text-align: left; }
	.fissa .voce ul { display: flex; gap: 8px; flex-wrap: wrap; }

	/* Il bottone sotto ai dati, staccato di quaranta pixel: diciotto li mette
	   gia' il vuoto fra le righe della pagina, ventidue li aggiunge lui. */
	/* Impilato il bottone torna nel flusso, in fondo alla colonna: in basso a
	   destra, sul telefono, finirebbe addosso al piede.

	   "relative" e non "static": la sottolineatura e' un elemento a parte,
	   posizionato dentro al bottone, e senza un bottone posizionato andava ad
	   agganciarsi al primo antenato che lo fosse — la pagina — stendendosi
	   lunga quanto lo schermo in fondo a tutto. Insieme alla posizione vanno
	   annullati anche gli scostamenti del desktop, che su "relative"
	   continuerebbero a spostare il bottone. */
	.fissa .azione {
		position: relative;
		top: auto;
		right: auto;
		transform: none;
		order: 4;
		align-self: center;
		margin-top: 22px;
		font-size: 14px;
	}

	/* Il piede resta in basso, basso: con la pagina ferma non c'e' un "fondo"
	   a cui attaccarsi, e in mezzo al contenuto ruberebbe la riga al lavoro. */
	.fissa .piede { position: fixed; padding: 12px 20px calc(12px + var(--biscotti-alto, 0px)); }

	.indice { columns: 1; }
	.scheda { row-gap: 10px; }

	/* ---- Chi sono: tutto in colonna

	   Sul telefono non c'e' niente da affiancare. Il ritratto sopra, poi i
	   dati uno sotto l'altro: etichetta e contenuto non stanno piu' a fianco
	   — 114px di etichetta su 375 di schermo lascerebbero al testo meno
	   spazio che all'etichetta — ma uno sopra l'altro. */
	.foglio { grid-template-columns: 1fr; padding-top: 104px; row-gap: 34px; }
	.ritratto, .colonna { grid-column: 1; }

	/* Il ritratto si prende tutta la riga. Fuori dal telefono aveva due
	   freni — una larghezza massima di 420 e un'altezza massima di 58vh —
	   messi quando la pagina si impilava per non trovarsi un muro di foto
	   prima della prima parola. Tolti tutti e due: la foto arriva da margine
	   a margine, e l'altezza la decide lei, che e' 2:3. */
	.ritratto { max-width: none; }

	/* Una riga di testo larga quanto un tablet non si legge: la colonna si
	   tiene la misura che ha sul desktop, dove sono otto colonne su dodici.
	   Sul telefono il tetto non tocca niente, la larghezza e' gia' meno. */
	.colonna { max-width: 860px; gap: 46px; }

	.riga, .riga--doppia { grid-template-columns: 1fr; gap: 6px; }
	.riga__voce { margin-bottom: 14px; font-size: 12px; text-transform: uppercase; letter-spacing: .06em; }

	/* Le due righe doppie — due coppie etichetta/contenuto affiancate —
	   diventano quattro righe semplici, nell'ordine in cui stanno scritte. */
	.riga--doppia > * { grid-column: 1; }
	.riga--doppia .riga__voce:nth-of-type(2) { margin-top: 22px; }

	.tessera { flex-basis: 240px; }
	.tessere:not(.tessere--pista) { flex-direction: column; gap: 26px; }
	.tessere:not(.tessere--pista) .tessera { flex-basis: auto; max-width: none; }

	/* La giostra resta una giostra: scorrere di lato due diplomi va bene,
	   e in colonna sarebbero due blocchi alti per niente. */
	.tessere--pista .tessera { flex-basis: min(78vw, 289px); }

	/* ---- Feed: due colonne, e i filtri in un pannello */
	.griglia { grid-template-columns: repeat(2, 1fr); gap: 18px 8px; }

	.apri-filtri {
		display: inline-flex;
		align-items: baseline;
		gap: 8px;
		grid-column: 1;
		justify-self: start;
		padding: 8px 14px;
		border: 1px solid var(--wire-pannello);
		border-radius: 2px;
		background: none;
		color: var(--chiaro);
		font: inherit;
		font-size: 13px;
		cursor: pointer;
	}

	.apri-filtri__quale { color: var(--tenue); }

	.fianco {
		position: fixed;
		top: 0;
		left: 0;
		bottom: 0;
		z-index: 31;
		width: min(76vw, 300px);
		padding: 90px var(--margine) 30px;
		background: var(--fondo);
		overflow-y: auto;
		transform: translateX(-100%);
		transition: transform .38s cubic-bezier(.4, 0, .2, 1);
		visibility: hidden;
	}

	.filtri-aperti .fianco { transform: none; visibility: visible; }

	/* Nel pannello i filtri tornano in colonna: in riga, dentro trecento
	   pixel, andrebbero a capo peggio di prima. */
	.filtri { flex-flow: column nowrap; align-items: flex-start; gap: 4px; margin-top: 0; }
	.filtro--mese { margin-left: 8px; }
	.filtri a { font-size: 15px; }

	.filtri-aperti .scena::after {
		content: "";
		position: fixed;
		inset: 0;
		z-index: 30;
		background: rgba(0, 0, 0, .55);
	}

	/* Backend */
	.modulo__campi { grid-template-columns: 1fr; }
	.stanza { padding-top: 60px; }
}
